Adobe AIR al microscopio
(scritto da Emanuele Tatti, il giorno 19-03-2007 22:16)
Lo sviluppatore che useràAdobe AIR saràfavorito dal fatto di poter utilizzare la stessa logica di realizzazione per applicazioni sul web adoperata fino ad oggi, abbinata a conoscenze (possibilmente) giàacquisite e consolidate quali HTML, CSS, Javascript, PDF, Flash e Flex, ed unire le singole tecnologie e linguaggi combinandone i vantaggi in un unico ambiente.
Vediamo nel dettaglio cos’è Adobe AIR e come si comporta, ma soprattutto quali vantaggi offre agli sviluppatori e cosa saremo in grado di fare (o non fare).
Lo sviluppatore sarà favorito dal fatto di poter utilizzare la stessa logica di realizzazione per applicazioni sul web adoperata fino ad oggi, abbinata a conoscenze (possibilmente) già acquisite e consolidate quali HTML, CSS, Javascript, PDF, Flash e Flex, ed unire le singole tecnologie e linguaggi combinandone i vantaggi in un unico ambiente.
E’' importante capire come queste tecnologie e linguaggi siano considerati all’interno di AIR, e come siano suddivise in due principali categorie: le tecnologie di Applicazione, utilizzate come strumento base per la costruzione di un’'applicazione AIR, e le tecnologie di Documento, necessarie per presentare ed interfacciare l’applicazione.
Nella prima categoria (Applicazione) rientrano sia Flash che HTML.
Adobe AIR si basa sul Flash Player 9 e sfrutta quindi il supporto di Actionscript 3, il quale potrà essere utilizzato anche in ambiente Flex per integrare ed ottenere ancor più funzionalità; inoltre le API del Flash Player 9 sono state potenziate ed arricchite per permettere un rendering più veloce del linguaggio Actionscript e delle illustrazioni vettoriali, un supporto completo al protocollo HTTP e RTMP per lo streaming audio e video, con anche il supporto al socket XML e Binario, nonché un migliorato supporto ad elementi multimediali quali audio/video bitmap ed immagini vettoriali.
Un’alternativa più semplice all’utilizzo di Flash è rappresentata dall’'HTML, che potrà essere usato anche senza abbinarsi a Flash, ma lavorando simultaneamente con i CSS, o con Javascript , e sfruttando il supporto del DOM (Document Object Model) un poò come avviene nel tradizionale sviluppo web.
Nella seconda categoria (Documento) sono compresi PDF e nuovamente l'’HTML.
L’'HTML è qui inteso come tecnologia di presentazione e formattazione (così come era stato originariamente concepito alla nascita) per le applicazioni basate sia su HTML che su Flash.
Sarà possibile ricorrere anche a soluzioni in PDF, ma dato che nella versione Alpha di Apollo il supporto PDF non è stato inserito, bisognerà attendere i futuri rilasci per capirne a fondo le potenzialità.
Il motore di rendering HTML scelto da Apollo è il WebKit, motore utilizzato da parecchi browser tra cui Safari, uno dei più aderenti agli standard sintattici proposti dal W3C.
I suoi punti di forza sono il ridotto impatto in fase di runtime, grazie al suo codice ottimizzato e senza che il peso finale dell’applicazione ne risenta molto, e la possibilità futura (ma neanche tanto...) di proporre le applicazioni AIR sul cellulare, dato che il WebKit è in grado di farlo già da sè.
La scelta di Adobe di appoggiarsi ad un motore già esistente invece di crearne uno proprietario, è stata dettata dalla valutazione di poter sfruttare il lavoro di un’'ampia comunità di sviluppatori e di compagnie (come la Apple) che manterranno aggiornato il prodotto in questione, permettendo agli sviluppatori di non impazzire dietro a nuove situazioni di incompatibilità cross-browser. Dal canto suo Adobe potrà concentrarsi esclusivamente sugli eventuali bug della sua piattaforma e contribuire al miglioramento del WebKit stesso tramite il feedback dei suoi utenti.
Riepilogando il tutto, una futura applicazione Adobe AIR potrà essere realizzata nei seguenti modi:
- Esclusivamente realizzata in Flash (o Flex)
- Basata su Flash ma con alcuni contenuti in HTML
- Realizzata in classico HTML + CSS e Javascript
- Realizzata in HTML con contenuti Flash
- Realizzata in una delle suddette modalità ma sfruttando in più il supporto PDF
E'’ intuitivo notare come non cambi praticamente nulla rispetto ad un classico sviluppo web-oriented, e la conoscenza completa delle tecnologie di Applicazione sia più che sufficiente a lavorare con AIR.
Inoltre, dato che il WebKit e il Flash Player lavoreranno simultaneamente durante la fase di rendering, è stata predisposta un’integrazione portante fra i due ambienti di sviluppo e quindi Javascript ed Actionscript potranno chiamarsi e referenziarsi a vicenda: se ad esempio sarà possibile passare un’istanza da Javascript ad Actionscript, potremo anche modificare un oggetto HTML tramite il richiamo al DOM eseguito via Actionscript.
Rispetto alle tipiche applicazioni web, un’'applicazione AIR avrà in più l'’interazione con l’'ambiente desktop e con le sue funzionalità, e quindi un utente sarà in grado di installare e/o disinstallare l’applicazione, vederla interagire con il Sistema Operativo (notifiche di sistema, shortcut da desktop, esecuzioni in background) e poter contare sul supporto del drag&drop degli oggetti tra varie applicazioni (compresa quella basata su AIR). In tutto ciò l’utente non si accorgerà nemmeno di usare un’applicazione AIR piuttosto che un’applicazione desktop già installata, in quanto gli verrà presentato un prodotto in tutto e per tutto simile come funzionalità senza costringerlo a familiarizzare con altri tipi di procedure; ad esempio si potrà distribuire un eseguibile di un’applicazione AIR e farlo installare agli utenti con gli stessi passaggi usati con altri software.
Se la diffusione di Apollo non significherà la morte delle applicazioni web, in quanto molti contenuti hanno ancora la necessità (e la comodità) di essere distribuiti via browser, sicuramente porterà parecchi benefici grazie alle sue caratteristiche indipendenti da ogni Sistema Operativo ed ambiente di produzione: ogni sviluppatore potrà continuare a lavorare senza bisogno di utilizzare uno specifico strumento di produzione e potrà distribuire il proprio prodotto ad ogni tipologia di utente senza preoccuparsi dei dispositivi di fruizione che verranno adoperati.
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